I nostri risparmi ed il Coronavirus: rischi ed opportunità

I portafogli di molti risparmiatori si sono già ammalati di Coronavirus:

molte azioni ed obbligazioni hanno perso valore, ed anche la liquidità che abbiamo sul conto corrente potrebbe essere a rischio.

Però ci sono anche opportunità da cogliere, e per coglierle è necessario tener conto delle condizioni dei Mercati finanziari attuali, in momenti di incertezza e volatilità eccezionali, che non hanno precedenti.

Come possiamo fare, per proteggere e per valorizzare i nostri risparmi?

Il primo passo da compiere è quello di analizzare ciò che abbiamo in portafoglio, per valutare ciò che potrebbe essere modificato in meglio.

Il secondo passo è quello proteggerci e di approfittare delle opportunità che ci sono quando il nervosismo è alto, di scegliere forme di investimento concrete e stabili.

Dato che ancora per molto tempo ci dobbiamo aspettare un elevato nervosismo, con prezzi di azioni ed obbligazioni destinati a violente variazioni. dobbiamo infatti privilegiare investimenti che non risentano più di tanto dei bruschi movimenti dei Mercati.

Vediamo il primo punto: che cosa abbiamo in portafoglio?

Molti portafogli (troppi!) sono tuttora ancorati alla vecchia distinzione fra azionario e obbligazionario, con un po’ di liquidità.

La speranza di chi li ha composti è quella di: 

A) guadagnare con l’ azionario quando la Borsa sale, 

B) proteggersi con il reddito fisso (le obbligazioni) per incassare rendimenti costanti, 

C) lasciare un po’ di liquidità, di soldi in contanti sul conto corrente, in modo da (credere di) non rischiarli.

Rischi


Purtroppo tutte e tre queste asset class sono a rischio, vediamo perché:


A) Azionario


si fa conto che nel lungo periodo le azioni salgano, ma – come disse Keynes – “nel lungo periodo siamo tutti morti”.   

L’ azionario infatti, in momenti di crisi come quello che è appena iniziato, tende a scendere violentemente, e non tutti gli investitori sono in grado (finanziariamente ed emotivamente) di sopportare tracolli che deprezzano il loro investimento del 30 per cento, se non di più.

Keynes intendeva dire che quando c’ è una crisi (recessione, depressione, carestia) è indispensabile intervenire. perchè non basta attendere che la tempesta passi.

Ed anche su scala individuale, dato che siamo all’ inizio di una recessione e di una probabile carestia, bisogna attivarsi, per non essere in balia del Mercato.

La “mano invisibile del mercato” che dovrebbe (nel lungo periodo!) aggiustare le cose dopo ogni recessione è una pia illusione del secolo scorso: chi non si attiva (ed in fretta) per proteggere i propri risparmi fa la fine prospettata da Keynes, e più velocemente che in passato.

B)  Obbligazionario: 


in un periodo di tassi di interesse  prossimi a zero il rischio è ben più elevato del rendimento

Non vale la pena di “imprestare” per anni all’ emittente di una obbligazione il nostro denaro, in cambio di cedole irrisorie, talvolta nulle o negative.

Si rischia infatti, come è accaduto proprio nelle ultime settimane, di vedere le obbligazioni deprezzarsi anche del 20 o 30% (parlo di obbligazioni con un rating “investment grade” anche se non eccelso, oppure di corporate bonds emessi da aziende ritenute solide; ovviamente le obbligazioni senza rating o in valute deboli hanno fatto di peggio).

Dedicherò un articolo specifico alle problematiche (e sono davvero tante!) delle obbligazioni, lo troverete a breve sul blog.

Penso che comunque sia chiaro che – a fronte di cedole fra lo 0.5% e l’ 1.8% annuo, pagate da obbligazioni comunque poco sicure - non abbia senso mettere pesantemente a rischio il proprio capitale.

E’ ovvio quindi che “il giardinetto” di azioni ed obbligazioni, che ha perso davvero tanto nelle ultime settimane, ha mostrato quanto sia sbagliato pensare di essere al sicuro con una simile asset allocation.

C) Si potrebbe pensare quindi alla liquidità


Purtroppo neanche i contanti sono al sicuro, fra possibilità di fallimenti bancari e bail in; di fatto prelievi forzosi, si veda il mio articolo su Milano Finanza – Italia Oggi del 2016:

http://paolo-oliveri.blogspot.com/2016/01/bail-in-la-tutela-dei-depositi-bancari.html

http://paolo-oliveri.blogspot.com/2016/01/bail-in-un-pericolo-per-i-correntisti.html

Di fallimenti bancari, passati e futuri (ben più probabili, perchè l' Europa, dopo aver concesso aiuti per fronteggiare il Covid-19, non consentirà all' Italia di spendere miliardi per salvare altre banche decotte) parlerò in un prossimo articolo.

L' inflazione può sembrare solo il ricordo di un remoto passato; di certo ora non c’ è, però l' inflazione potrebbe riapparire quando la crisi dovuta al Covid-19 sarà in via di superamento, erodendo il reale potere di acquisto del nostro denaro.

Ne parlerò in un prossimo articolo.


Opportunità


Proteggerci ed approfittare del nervosismo dei Mercati.

Ma non è il caso di scoraggiarsi: ci sono infatti forme e strategie di investimento che proprio in questi momenti di elevata incertezza ci fanno guadagnare particolarmente bene, con rischi decisamente più contenuti rispetto a quanto abbiamo visto sopra.

E’ ovvio che la diversificazione di portafoglio è più che mai valida, però dobbiamo valutare


COME diversificare.


  1. Azionario: l’ azionario non va demonizzato, però non si deve restare passivi nella speranza che i Mercati salgano.  E’ molto più sicuro ed efficiente avere un portafoglio che abbia anche forme di investimento ribassiste, in modo da non essere troppo dipendenti dalla speranza di una ripresa:  si chiama hedging e si può realizzare anche scegliendo titoli con buone prospettive di rialzo, da accompagnare con la vendita di titoli che probabilmente sotto performeranno il Mercato.

  2. Certificati di investimento: sono forme di investimento “ibride”, perché possono essere legate all’ azionario, ma hanno un rendimento fisso (cedole) come le obbligazioni. Possono inoltre essere rialzisti o ribassisti, in modo da poter comporre un portafoglio poco sensibile alle oscillazioni dell’ azionario, ma che paga comunque cedole (mediamente oltre il 7 % annuo, per certificati emessi da emittenti svizzeri o comunque in giurisdizioni solide, al riparo dia rischi che ho elencato sopra). Sono quotati anche sulla Borsa di Milano, per cui comprarli e venderli è molto semplice ed economico.

  3. Investimenti su beni concreti: intendo parlare di commodities, come  ad esempio la soia, il grano, il bestiame, i metalli, ma anche le valute (limitandoci a quelle più stabili e maggiormente “vigilate” dalle banche centrali). Qui non ci sono problemi di fallimento, ed i prezzi oscillano mediamente in modo piuttosto prevedibile (ricordandosi sempre di comporre panieri di beni decorrelati o controcorrelati fra loro il rischio si riduce ulteriormente). In questo caso, in effetti, non è così semplice investire direttamente ed in autonomia, dato che gran parte di questo mercato è trattato in USA.

E qui può essere utile una gestione patrimoniale, tramite una fiduciaria finanziaria svizzera abilitata:

parlo di Svizzera perché, a differenza delle SIM e delle SGR italiane, le fiduciarie elvetiche hanno limiti di accesso molto bassi ed alla portata di tutti, offrono la possibilità di comporre portafogli personalizzati e di avere un costante contatto con i gestori patrimoniali.

La Svizzera è in lista bianca, per cui l’ investimento è alla luce del sole, pienamente legale e visibile da parte dell’ investitore in real time, tramite piattaforma analoga a quelle dei principali brokers italiani (ma al riparo dalle italiche vicissitudini ed instabilità).

In un portafoglio che si può comporre dialogando con la fiduciaria possono trovare posto anche forme di protezione in genere non alla portata degli investitori privati, sebbene utilizzate massicciamente da banche e fondi di investimento.


Opzioni: 

queste forme di protezione si chiamano opzioni ed hanno la particolarità (dietro pagamento di un premio, proprio come si fa per una assicurazione) di proteggere e stabilizzare il portafoglio.

Si paga qualcosa, ma è una piccola spesa in rapporto al rendimento complessivo che si ottiene ed alla sicurezza dell’ intero portafoglio.

Ad esempio: una opzione protective put si apprezza se il mercato scende: 

è una ottima protezione per la parte azionaria (ma non solo) del portafoglio, che così diventa meno direzionale e meno esposta ai “capricci” dei Mercati.

Le opzioni possono anche essere utilizzate per valorizzare i portafogli, incassando premi a breve termine che in momenti di volatilità come quello attuale sono particolarmente alti, ottenendo quindi un maggior rendimento complessivo dei nostri investimenti.

In sintesi: 

tramite il dialogo con i gestori patrimoniali della fiduciaria è possibile analizzare il proprio portafoglio, per poi apportare quelle modifiche di asset allocation e di diversificazione che possono renderlo più sicuro, redditizio e meno esposto alle oscillazioni di prezzo.

                                                                                  Paolo Oliveri

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